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Anoressia

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Anoressia: diagnosi e sintomi

Molte persone credono che l'anoressia sia una tendenza alla magrezza, un problema passeggero tipico delle adolescenti che non mangiano perché non vogliono ingrassare.
In realtà l'anoressia nervosa è una vera e propria malattia psicologica con conseguenze fisiche anche molto gravi. Può portare a uno stato di denutrizione generale che mette in pericolo la vita.
Non è sempre possibile individuare una causa specifica. Secondo molti studi effettuati in proposito alla base c'è un disagio dell'adolescenza, periodo delicato nel quale soprattutto le ragazze tendono a non apprezzarsi per come sono e desiderano un corpo perfetto, magro e, secondo loro, vincente, generalmente vivono in unn contesto familiare particolare, con una madre molto presente (forse in modo eccessivo) ed un padre, che se esisite fisicamente, spesso non lo è emotivamente e psicolgicamente, presente nella vita della ragazza.
Nell'anoressia nervosa in genere non è possibile parlare di sintomi, specie nelle fasi più precoci del disturbo. Ci sono però alcuni segnali e comportamenti che devono mettere in allarme: una perdita di peso rilevante associata alla paura di ingrassare anche quando non si è grassi, rifiuto ostinato del cibo, con grandi discussioni con i genitori.
Spesso l'unico campanello d'allarme presente è la scomparsa delle mestruazioni per almeno tre cicli consecutivi.
La cura dell'anoressia è difficile e complessa. È quindi necessario che la persona malata venga affidata a differenti specialisti (psicologo, psichiatra, endocrinologo, internista, ortopedico, gastroenterologo) che collaborino con il medico di famiglia.
In caso di anoressia è sempre necessario rivolgersi al medico. La difficoltà può essere quella di riconoscere la malattia all'esordio. Se un ragazzo o una ragazza (tra i 13 e i 16 anni) smette di mangiare a tavola con i familiari oppure dopo mangiato si rinchiude nel bagno e frequenta palestre, piscine o campi sportivi in modo ossessivo si deve sempre sospettare la presenza del disturbo.

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